Gay & Bisex
DUE , ANZI TRE
14.04.2023 |
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"Conosco le mie capacità e so che non patirò alcun male, così allargo le ginocchia, inarco la schiena e lo sento pian piano entrarmi nel culo fino in fondo, quando le sue palle sbattono contro..."
R. lo conosco già, mi ha già scopato almeno quattro volte se ricordo bene: è più giovane di me, attivo, ospitale in un appartamento alla periferia di una città non lontano dalla mia, una bella dotazione, simpatico. In pratica è l’amante ideale. Sapendo della fortuna che ho avuto nell’incontrarlo e spaventato all’idea di perderlo, faccio di tutto perché sia soddisfatto ogni volta che facciamo sesso, così cerco sempre di dare il meglio di me.Quello che mi spinge a farmi scopare dagli uomini è il desiderio di essere sottomesso. In pratica maggiore è la sensazione che provo di essere troia, più mi piace. Una volta creatasi la situazione sessuale, questo mio desiderio viene immediatamente a galla e non può sfuggire al mio amante di turno. R. ovviamente lo sa e la sua proposta di organizzare una serata a tre con un suo amico attivo a sua volta mi eccitava davvero molto.
Beh, pareva che questa fosse la volta buona, così, malgrado fossi raffreddato e fosse complicato liberarsi dalla famiglia nelle ore serali, feci i salti mortali per non perdere l’occasione: appuntamento alle 20.
Un messaggio su Whatsapp mi apre il portone e la porta di casa oltre la quale, in penombra, riconosco la sagoma di R..
“Ciao. C’è una sorpresa per te!”
Tutto il piccolo appartamento è in penombra e mi dirigo verso la camera da letto dove solitamente si svolgono i nostri incontri. Steso sul letto c’è un ragazzo verosimilmente coetaneo del mio amante che indossa solamente una t-shirt nera sopra l’ombelico. Ci presentiamo rimanendo a distanza: si chiama L. e il cazzo che riposa tra le sue cosce sembra ragguardevole. Anche R. si sfila i pantaloni della tuta rimanendo in maglietta e si stende sul letto matrimoniale al suo fianco.
Mentre ci scambiamo qualche battuta, ai piedi del letto mi spoglio completamente lasciando i miei abiti e tutti i miei averi ammonticchiati sul pavimento. Mentre lo faccio mi guardano.
Prima di avvicinarmi chiedo a L. il permesso di prenderglielo in bocca e lui acconsente, così avanzo carponi sul letto e comincio a lavorare su quel cazzo ancora molle. Dicono che sono bravo con la bocca e anche questo uccello me lo conferma diventando duro in pochi attimi. E’ davvero un bel cazzo! Bella lunghezza e bel diametro, appena più sottile sul glande e alla base: mi riempie la bocca.
Lì a fianco R. si masturba lentamente guardando la scena compiaciuto mentre pronuncia qualche frase a mezza bocca in cui mi apostrofa come si farebbe con una ninfomane assatanata.
Quando mi stacco da quel cazzo per andare sul secondo, L. si alza silenziosamente e si sposta alle mie spalle, cominciando ad interessarsi al mio lato B che svetta in mezzo al letto. Io fremo all’idea che presto mi infilerà nel culo quel tubo che è certamente uno dei più grossi che io abbia mai maneggiato, così da aumentare la mia foga nel succhiare il cazzo che ho in bocca. Sognavo questa situazione da tantissimo tempo e sembra che finalmente il “girarrosto” tocchi anche a me!
Mentre R. mi scopa a fondo in gola tenendomi stretta la testa sprona il suo amico ad incularmi. L., sempre senza dire una parola, lascia la posizione per raggiungere il comodino alla mia destra dove cerco di vedere cosa stia prendendo, malgrado io abbia la vista appannata dalle lacrime e un cazzo che continua a pomparmi in bocca, lo vedo prendere un preservativo e un tubetto che immagino sia lubrificante. Nuovamente alle mie spalle, armeggia qualche minuto, poi sento le sue dita indagare attorno al buco, lubrificarlo ed entrarci. Mi accorgo che l’aspettativa di sentire il suo membro che mi viola mi distrae completamente dal pompino: non posso fare l’errore di trascurare il mio amante! Ma non devo aspettare troppo per sentirne la punta che si appoggia e comincia a premere per entrare. Conosco le mie capacità e so che non patirò alcun male, così allargo le ginocchia, inarco la schiena e lo sento pian piano entrarmi nel culo fino in fondo, quando le sue palle sbattono contro il mio perineo.
“Aprigli il culo a questa gran troia!” suggerisce R. al suo amico per spronarlo al galoppo.
Da quel momento in poi si sono alternati tra la bocca e il culo, con un gran uso di preservativi, spostandomi avanti e indietro per stare più comodi, senza lasciarmi mai un attimo di tregua. Per tutto il tempo il mio uccello non solo non ha dato alcun segno di vita, ma anzi si è raggrinzito come se volesse sparire, e le continue e profonde bordate dentro il mio intestino sembra che mi spostino tutti gli organi interni
Ho cazzi in bocca e in culo ormai da un tempo interminabile, sono coperto di sudore freddo, con la faccia rigata da lacrime, muco e saliva. Potrebbe essere più di un’ora che mi montano e comincio ad essere stanco: quando finirà?
R. mi stringe i fianchi, mi sculaccia e mi apostrofa malamente; L., in silenzio, mi tiene una mano dietro la nuca e mi spinge il glande oltre l’epiglottide provocandomi conati.
Quando finalmente R. mi sborra dentro sbuffando, viene anche L. e mi riempie la bocca: insieme!
R. mi ordina di inghiottire il seme del suo amico, poi mi svuota in bocca il preservativo pieno del suo sperma che inghiotto a sua volta.
Siamo tutti soddisfatti e stanchi. Chiedo se posso farmi un bidet e vado in bagno sulle gambe malferme mentre i miei maschi si stendono sul letto affiancati.
Lavandomi accarezzo il mio povero orifizio violato che è gonfio, morbido e brucia al contatto col sapone; mi sciacquo la faccia che pare una maschera, mi asciugo ed esco dal bagno.
Sono ancora lì, stesi, e mi guardano mentre mi rivesto lentamente appoggiandomi al muro.
“Gran bella scopata, eh?” dice R. con un mezzo sorriso;
“Si, lo è stata!” rispondo io.
“La prossima volta spero di portare un altro amico.”
“Spero di esserne all’altezza”
“Una troia come te che paura può avere?”
“Beh, grazie del complimento! Sentiamoci presto allora!”
Quando sono risalito in auto e ho guardato che ora fosse ho realizzato che mi hanno scopato per oltre un’ora senza tregua: sono davvero una gran troia!
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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